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Storie di Stage in COMeSER

Enrico Pietro Bulgarini: "E' un'azienda che mi stimola tantissimo"

Ci prendiamo un caffè, Enrico, prima dell'intervista? "Un altro caffè, semmai" risponde lui, citando il titolo della sua tesi di laurea, dedicata al re-branding di Bialetti Industrie S.p.A. azienda italiana ideatrice della storica Moka. E già si entra nel vivo della chiacchierata. Ha solo 23 anni Enrico Pietro Bulgarini di Guastalla (Reggio Emilia) in tirocinio formativo in COMeSER Srl fino a giugno 2016. Arriva da un precedente stage alla reggiana SMEG, fresco di laurea alla NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

La figura di Enrico era ricercata già da alcuni mesi in COMeSER Srl dove le aree marketing, comunicazione off line e on line, ufficio stampa, web-project sono nate da pochi mesi e lavorano in rete a 360 gradi su obiettivi mirati insieme allo staff commerciale, già precedentemente ben strutturato in azienda. "Ci serve un punto di vista giovane e la possibilità di affiancare all'uso delle parole e delle immagini, intese nel senso più tradizionale del termine, il movimento: tutto questo grazie alla motion graphic. Mi piace l'idea di parlare ai giovani esplorando linguaggi diversi" disse ad un brain storming il presidente Gianluca Scarazzini. E così l'azienda partì alla ricerca di un candidato da mettere alla prova in un campo tutto da sperimentare.

Tra i curriculum arrivati fu selezionato quello di Enrico.

Il tema è ampio. Cosa significa essere connessi, oggi, per te?
"Poter comunicare tra persone, sia dal lato social network e Internet, che nella vita vera".

Quale opportunità ti offre questo stage in COMeSER?
"Mi sento molto stimolato perchè nel campo della "visual communication", il video-editing, la motion-graphic è terra vergine: sono il primo a poter lasciare un segno, a piantare un seme, far crescere qualcosa. E' un modo nuovo di trattare la comunicazione aziendale che si affianca a tutto il resto e può dare un forte contributo all'azienda in termini di identità".

Quale prima percezione e quale impatto hai avuto in COMeSER?
"Buono: collaboro con Valentino (Craviari), Valeria (Pinetti), Francesca (Maffini). L'azienda è giovane, flessibile, dinamica. Le persone sono creative e c'è un approccio relazionale immediato, cortese, senza barriere: mi sono sentito subito coinvolto. L'organigramma non è rigido: nel senso che i ruoli non sono ingessati con una forte verticalizzazione".

Parti un gradino più su per competenze in questo tirocinio rispetto ai classici stagisti: qual è l'aspetto più difficile da comunicare di COMeSER?
"La semplicità è la cosa più difficile da comunicare. L'elementarità del servizio di connessione, banda larga, superamento del digital divide. Sono necessari come l'acqua e il pane sulla tavola, ormai. Ma fra tutte le infinite complessità del sistema in cui siamo immersi, non è facile far passare l'immediatezza, l'utilità imprescindibile di questo servizio, l'opportunità di avere un'azienda così sul territorio, la fortuna di un modello imprenditoriale che mette ancora veri operatori al call-center in un ufficio reale localizzabile a Fidenza in provincia di Parma. Così lontane possono arrivare le connessione e darti, al contempo, un servizio così vicino, umano, di valore. Questo aspetto mi ha colpito molto e – nel mio gruppo di lavoro - ci rendiamo tutti perfettamente conto che sono aspetti non banali, non scontati, non semplici da fare arrivare alle persone".

Visual communication: chi ti ispira e cosa ti piace?
"Non ho veri e propri punti di riferimento: la mia natura è curiosa e sono sempre alla ricerca di nuove idee e stimoli. Sfrutto siti dedicati come Behance, Dribble, Vimeo, il blog di Just Creative e tante altre fonti. All’interno dei social networks, oggi Instagram e Pinterest è il luogo dove guardo progetti, colgo spunti, trovo immagini e punti di vista. Un altro mio social network di riferimento è Tumblr.

Visuale, virtuale, digitale: e reale?
"Penso ci sarà un ritorno a tutto ciò che è tattile, concreto, reale, manuale: e accanto al potenziamentro di ciò che si vede solo con gli occhi, sarà importante dare valore ancora ai supporti cartacei o in altri materiali che stimolino i cinque sensi: per esempio anche il packaging crea fidelizzazione e connessione per restare in tema".

In foto: Enrico Pietro Bulgarini di Guastalla (Reggio Emilia), 23 anni, con il tutor Valentino Craviari.

Ufficio Stampa per COMeSER Srl.
Dott.ssa Francesca Maffini
@fmfeye