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COMeSER GPS Satellitari per SO.GE.TRA.

La raccolta dei pomodori è geolocalizzata!

E' il GPS che tiene d'occhio la flotta in modo semplice e immediato: applicato a container, grandi carrelli e rimorchi velocizza il lavoro quotidiano, ottimizza le tempistiche e riduce i costi di gestione. A installare i localizzatori satellitari forniti da COMeSER ai camion/rimorchio per il trasporto di pomodoro fresco da industria, tra le prime in Italia, è So.Ge.Tra. azienda di trasporti di Fontevivo (Parma). “La raccolta dei pomodori” è dunque geolocalizzata!

Ne parliamo con l'amministratore di So.Ge.Tra. Danilo Soncini che spiega – nella rubrica "Mondo Connesso" – come la tecnologia ha cambiato il modo di gestire il settore.

Perchè avete scelto di applicare a 190 semirimorchi tra Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia e Veneto i GPS forniti da COMeSER?

“Riusciamo a mappare, grazie alla tecnologia, i semirimorchi che consegnamo vuoti durante la campagna dei pomodori e andiamo a recuperarli pieni con una notevole ottimizzazione di tempi, precisione nel ritiro, tracciabilità del percorso e maggiore sicurezza. Possiamo comunicare in tempo reale posizione e necessità con l'autista grazie ad una app e ad uno smartphone: in questo modo, chi guida non perde tempo a cercare un semirimorchio nelle Valli di Comacchio di notte, per fare un esempio! Otteniamo una elevata efficienza nella gestione della campagna dei pomodori dall'inizio alla fine!”.

Qual è il core business di So.Ge.Tra.?

“Abbiamo un parco veicolare ricco di nuovi automezzi sicuri, tecnologici per trasporti ordinari ed eccezionali per fare fronte a qualsiasi tipologia di movimentazione merci. Spaziamo da terminal container, deposito merci e riparazione container fino a trasporto mangimi; dalla logistica, alla nostra controllata BOX&BOX con cui siamo presenti sui mercati di lingua Tedesca (Austria e Germania). Grazie agli elevati standard qualitativi che, a nostro parere, offriamo siamo in grado di soddisfare anche i mercati piu rigorosi. Grazie ai nostri magazzini da oltre 15 anni svolgiamo anche un'attività di logistica, packaging per i clienti nazionali ed internazionali. Lavoriamo per Russia, Medio Oriente, Africa ecc.”.

Quale scenario immagina per il futuro nel campo degli autotrasporti?

“Il domani è oggi: ho partecipato in Svezia alla presentazione di un nuovo camion Scania già dotato di applicazioni collegate allo smarthpone in grado di fornire in tempo reale “la vita” del mezzo con un monitoraggio completo: addirittura ti richiamano per fare il tagliando non in base ad una data o ad un chilometraggio basic, ma valutando quanta salita e quanta discesa ha fatto il veicolo e il suo tipo di utilizzo. Il tagliando è, dunque, super personalizzato”.

COMeSER fornisce anche banda larga e connessioni. Cosa significa “essere connessi” oggi a suo parere?

“Nel nostro mondo – inteso come attività di So.Ge.Tra. - la connessione ci porta una efficacia obbligatoria da raggiungere ed il rischio di una grandissima perdita di utili, se viene gestita male l’opportunità che ci offre la tecnologia. Esemplifico: quando non c’erano i telefonini, i camion avevano una commessa da fare, andavano e tornavano indietro. Oggi, è necessario cambiare completamente il modo di lavorare: è essenziale incastrare pieni e vuoti, percorsi, geolocalizzazioni. Il tempo è oro e se c’è chi fa meglio di te questi “incastri” in velocità, riducendo i consumi, ecco che hai perso. La tracciabilità si traduce in efficienza. Meglio sei geolocalizzato, più hai vantaggi. Nel nostro settore il cliente spesso non guarda il servizio ma soprattutto il prezzo.

E come sente e con che cosa la “connessione” come concetto, a livello personale?

“In senso negativo è come entrare al casinò, ti fanno giocare, partecipare ma in realtà stiamo forse sottoscrivendo tutti un grande inganno dove come società ci siamo infilati. A ciò si aggiunge l’idea che sia possibile continuare a crescere: invece non esiste una crescita infinita e questo modello è perdente. Cerco di non essere connesso con questo modo di vivere. La voglia di avere di più fine a se stessa non porta a nulla: la mia connessione è ogni giorno riscoprire la vita con suoi odori e sapori. Considero il mio tempo il lusso più grande, insieme ai rapporti umani.

Se oggi vogliamo fare un viaggio in dieci minuti dal computer di casa o dallo smartphone seduti sul divano prenotiamo un giro su Volagratis e poi l’hotel su Booking, la valigia su Amazon e poi altri servizi su altri siti. Di fatto abbiamo tolto molti contatti umani, telefonate, incontri.

Ha un “mantra” che l’ha accompagnata nel suo modo di fare impresa?

“Sì: la vita cambia, si cambia e probabilmente sono cambiato. Ogni cinque anni è come se si chiudesse un ciclo e se ne aprisse uno nuovo. Non leggo gli economisti, ma libri attualità: c’è una forte distonia tra il mondo del lavoro reale e l’approccio burocratico e lento del sistema Italia. Tutti paghiamo dazio. In Europa non è così”.

Di cosa è orgoglioso in modo particolare a livello aziendale nel percorso di So.Ge.Tra.?

“So.Ge.Tra. è un’impresa famigliare: sono soddisfatto della velocità con cui abbiamo saputo intercettare i cambiamenti nel tempo e della capacità di portare avanti, parallelamente, tre o quattro attività diverse grazie alle idee e alla voglia di volerle attuare. Fare evolvere il business: anche in momenti duri, come è stato tutto questo lungo decennio, l’obiettivo è riuscire ad essere snelli e veloci”.

La vostra sede è nel parmense, nelle terre verdiane, in un importante Interporto. Come valuta Parma e provincia in rapporto alla capacità imprenditoriale del territorio?

“Forse esprimo una opinione controcorrente ma Parma e provincia dovrebbero tornare a fare un grande bagno di umilità. Se togliamo dal tavolo le quattro aziende più grandi, Parma non ha nulla di più di altre zone dove forse si investe maggiormente, non pensando ai fasti del passato, guardando avanti il piu possibile. Dovremmo tutti rimboccarci le maniche: penso in Emilia, come in altre regioni, ci siano modelli migliori di Parma, senza citare i capoluoghi come Milano, Bologna ecc. Ho vissuto all’estero e ho girato molto col mio team di moto in passato, pertanto i paragoni si sprecano, e a parte qualche aspetto, solitamente il confronto è perdente.

L’hashtag ufficiale di COMeSER è #sempreconnessi.

Ufficio Stampa per COMeSER Srl.
Francesca Maffini
@fmfeye

Il presente testo è autorizzato da COMeSER S.r.l. e dall'AD Danilo Soncini di So.Ge.Tra.