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Karan Ram: Storie di Stage in COMeSER

"Sto imparando come si lavora in un ufficio, in un'azienda giovane che mi piace molto: un'esperienza vera, utile per il mio futuro!": è entusiasta Karan - sedicenne indiano appassionato di matematica, arrivato in Italia all'età di 5 anni dal Punjaab con la famiglia - impegnato da un mese nello stage nell'azienda di telecomunicazioni COMeSER di Fidenza.

Allievo della scuola Enac Emilia-Romagna, dove frequenta l'indirizzo Amministrativo e Segretariale, Karan Ram è impegnato nell'area Contabilità, Amministrazione, Risorse Umane di COMeSER dove è seguito dalle tutor Elena Allegri e Gloria Ancarani, oltre a collaborare con Giulia Orsi.

Karan, quale opportunità ti offre questo stage in COMeSER?
"Sto imparando moltissimo da Elena, Gloria e Giulia: tutte e tre sono molto professionali. Mi stanno insegnando, con cortesia, concentrazione, disciplina. Se a scuola studio economia aziendale, informatica, contabilità, inglese, matematica, italiano oltre ad altre materie più classiche, qui in COMeSER applico sul campo la teoria e faccio esperienza pratica anche di parecchie novità: controllo i bollettini, cerco se erano già registrati e metto in relazione il documento vero ai dati nel computer. Controllo poi modulistica di vario genere, rispondo al telefono quando c'è bisogno. E mi rendo conto di quanta responsabilità si ha lavorando con i numeri, quando si fanno revisioni e controlli. Qui in COMeSER ogni singolo piccolo ingranaggio è strategico e tutti collaboriamo".

Come è stato l'approccio con COMeSER?
"La scuola mi ha chiesto dove volevo fare lo stage: io ho scelto Fidenza. Le opzioni erano tra assicurazioni, agenzie immobiliari, Camera del Lavoro. Conoscevo COMeSER per il servizio di banda larga, prima dello stage, e sono stato molto contento di essere stato selezionato dopo il colloquio in una realtà dinamica e seria. Qui sono stati tutti molto amichevoli e gentili fin dal primo giorno: mi trovo bene con i colleghi".

Sei in stage in una azienda di telecomunicazioni che punta molto sul tema della connessione super veloce: essere davvero connessi oggi cosa significa secondo te?
"Essere connessi? Secondo me è una filosofia di vita: significa stare attenti ed essere presenti a se stessi. Un mondo senza connessione? Prima c'era. Poi è cambiato moltissimo dal 2009. La rete porta vantaggi e svantaggi. Ad esempio, tra le cose negative spicca il cyberbullismo: per fortuna a me non è mai capitato, ma sono accaduti fatti spiacevoli ad un amico. Su Facebook scrissero sotto una sua foto commenti sgradevoli e offensivi: venne preso in giro. Allora si comprende quanto la rete sia uno strumento potente che, se governato ed usato male, può fare soffrire le persone e amplificare i danni. Anche se dietro allo strumento ci sono, di fatto, altri esseri umani che agiscono. Lo scorso anno, in un'altra scuola, ho partecipato ad un progetto sull'uso consapevole della rete e di internet. Parlammo con esperti della violenza che colpisce le donne attraverso i social network: in generale si tratta di lezioni utili, ma sembra che alla stragrande maggioranza dei giovani non interessi. Sembra che non ci pensino ed è triste. Io ho seguito le lezioni e ho appreso concetti importanti. Purtroppo, oggi non c'è piu rispetto ad ascoltare: io ho sempre avuto un mantra, se una cosa ti può essere utile, insegnala a qualcun altro".

Cosa immagini per il tuo futuro professionale?
"Mi piacerebbe lavorare in una azienda come COMeSER: fare parte di un ufficio con tante persone, mi interessa anche la parte grafica e informatica. Ho capito che se c'è qualcuno che mi insegna bene riesco ad applicarmi anche a nuovi settori".

"Prima di iniziare la scuola Enac Emilia Romagna ho passato anni difficili: adesso è un bel periodo. E' una scuola che insegna molte cose con un metodo giusto, adatto a me, rispetto al passato. I professori mi stanno appassionando alle materie di studio e utilizzano un modo di trasmettere le conoscenze che mi fa restare impressi i concetti. Nel precedente periodo scolastico non era così. Prima ero sempre ansioso, timido mentre ora sono più comunicativo perchè la scuola mi ha aperto una porta. In classe siamo 24 ragazzi: mi trovo bene con i nuovi amici. Alle scuole elementari e medie era diverso, purtroppo molto peggio perchè gli altri compagni hanno sempre fatto molte differenze e non sono riuscito ad integrarmi come avrei voluto".

Se ti guardi indietro dall'infanzia ad oggi, dall'India all'Italia, che fotografia scatti?
"Un collage: India, Punjaab, e poi Italia dai miei 5 anni, prima a Cremona, poi Parma, Busseto, Zibello, e ancora Busseto dove abito. Quando sono arrivato non andavo a scuola: non ho frequentato l'asilo, parlavo e capivo solo indiano. Mi insegnava qualche parola di italiano mia sorella. Non ricordo molto: ma ero felice dell'Italia e di stare qui. Non è stato difficile imparare l'Italiano, è stato più complesso trovare veri amici. Oggi del mio paese di origine mi mancano i nonni. Niente altro perchè qui mi piace tutto ad iniziare da cose semplici ma uniche come la bellezza delle città, la pizza e la pasta. Mia mamma cucina ancora piatti tipici indiani: ottimo tra tutti il riso basmati abbinato a varie salse, tra cui quella piccante".

Nel tempo libero, la banda larga cosa ti permette di fare?
"Uso la connessione per giocare, per guardare i video su You Tube, per messaggiare su Whatsapp. Nel tempo libero mi piace ascoltare musica, camminare e andare a fare un giro, fare una partita con amici a calcetto o a basket".

"COMeSER apre sempre le porte alle scuole sia per stage che nei progetti di alternanza scuola-lavoro - spiega il Presidente Gianluca Scarazzini - mi piace l'idea di dare opportunità formative ai ragazzi perchè il mondo del lavoro vero spesso è miolto diverso da come loro lo immaginano".

In foto: Karan Ram al centro, 16 anni, con le tutor Elena Allegri e Gloria Ancarani.

Ufficio Stampa per COMeSER Srl.
Dott.ssa Francesca Maffini
@fmfeye